Il popolare servizio di cloud mining HashFlare, che aveva già sospeso le operazioni su Bitcoin lo scorso Luglio, sembra tutt’ora in attività. L’account Twitter dell’azienda continua infatti ad essere aggiornato (almeno fino a Febbraio) con sporadici annunci della momentanea manutenzione dei server.

I commenti non sembrano essere molto dalla parte di HashFlare: diversi utenti lo definiscono chiaramente una truffa e denunciano di avere ancora fondi in Bitcoin ed Ethereum bloccati sulla piattaforma e impossibili da prelevare.

Anche il sito è online e regolarmente funzionante: andando a vedere il portfolio dei servizi però, solo il mining di Ethereum sembra essere disponibile per l’acquisto, mentre quello per Bitcoin, Litecoin, Dash e Zcash risulta sospeso.

Una volta creato un account, viene richiesto di inserire i propri documenti e aggiungere fondi: un’opzione che ci sentiamo al momento di sconsigliare, visto l’incerto destino di questa piattaforma di mining online. Anche se al momento sembra possibile completare l’acquisto, è molto difficile riuscire a stabilire se sia possibile ritirare i propri fondi: un’eventualità che i commenti sui social di HashFlare sembra molto improbabile.

La sospensione delle transazioni in Bitcoin su HashFlare, seguita poco dopo da un annuncio simile del competitor Genesis Mining, è stato il segnale d’allarme per l’intero settore del cloud mining, reso ormai troppo poco profittevole a causa del crollo del mercato del 2018. Sono infatti diverse le aziende che hanno chiuso i battenti, spesso non riuscendo neanche ad onorare i contratti stabiliti con i clienti. Le cause legali sono tutt’ora in corso, anche se spesso questi servizi non avevano una sede precisa o risultano disperi in paradisi fiscali.

In generale, il settore del cloud mining (incluso ovviamente HashFlare) non sembra in grado di riuscire a ritornare ai fasti di un tempo, complice anche un mercato ancora ribassista e la moltitudine di truffe che hanno infestato questa particolare nicchia di mercato.

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