DT Coin è un progetto che sembra promettere un’importante rivoluzione nel campo dell’economia, fondendo insieme l’innovativa tecnologia blockchain con uno dei beni di lusso più riconosciuti al mondo, i diamanti. Ma è veramente così? Ecco un’opinione basata su quanto è possibile trovare in rete.

Non capita spesso di poter scrivere riguardo criptovalute nate e sviluppate in Italia, e purtroppo non sembra possibile farlo neanche oggi; DT Coin infatti non è una criptovaluta, ma un token interamente preminato da un’azienda inglese registrata come DTCOIN UK, come chiaramente esplicato sul sito ufficiale del progetto, di proprietà di DTSOCIALIZE LTD con sede a Malta. Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio cos’è DT Coin, chi l’ha creato e se si tratta o meno di una truffa.

DT Coin finta criptovaluta con diamante

Cos’è DT Coin?

DT Coin è un progetto di Daniele Marinelli, imprenditore romano attivo già nel 2015 con un’innovativa startup nel settore delle creme a base di bava di lumaca ma che non risulta più in attività. Particolarmente interessante è la modalità di distribuzione dei prodotti, che prevedeva un sistema di affiliazione simile a quello proposto oggi da DT Coin.

Il valore di questo token, erroneamente presentato come una criptovaluta, sarebbe garantito da un ingente deposito di diamanti a disposizione di una terza società, la Diamond Temple, stavolta con sede a Dubai. Difficile trovare più informazioni riguardo un’azienda che vanta di essere “un gruppo indipendente di professionisti con un totale di oltre 120 anni di esperienza nel campo finanziario e commerciale”: chi siano esattamente questi professionisti, però, non è dato saperlo. Una veloce ricerca su Google porta però ad un’altra società con lo stesso nome che commercializza diamanti (anche qui con gruppi d’acquisto “a tema fantastico”), di proprietà della britannica Dt Network Ltd di Daniele Marinelli.

Il sito risulta però intestato alla Networkerpro (registrata in Italia): di certo siamo di fronte ad un semplice errore di distrazione, visto che anche questa società risulta intestata a Marinelli ed entrambe condividono la sede a Roma.

registrazione whois di diamond temple

I diamanti a garanzia dei token DT Coin permettono di “forzare il market cap”, qualsiasi cosa voglia dire, facendo in modo che il valore del proprio investimento aumenti automaticamente ad ogni acquisto con una crescita costante nel corso del tempo, impedendo così al prezzo di scendere. Non sarà infatti possibile fare trading di DT Coin sulle normali piattaforme dove è possibile comprare Bitcoin o altre criptovalute: tutto avviene tramite la società che controlla DT Coin, e non è chiaro fino a che punto questo sistema sia sostenibile.

Il fatto che DT Coin non sia quotato su siti affidabili come Coinmarketcap non sembra essere a favore della legittimità di questo progetto: è necessario però ricordare che per essere listati è necessario un volume minimo di transazioni e informazioni che evidentemente il team di sviluppo non si è premurato di fornire.

La popolarità di DT Coin, per ora limitata all’Italia, è dovuta in larga parte all’entusiasmo di centinaia di affiliati/venditori che hanno acquistato il diritto di ricevere le commissioni dalle proprie vendite al modico prezzo di 100€.

DT Coin, cosa dice il White Paper?

Il White Paper è il documento più importante di una ICO, perché descrive nel dettaglio il progetto, le tempistiche di sviluppo e il team dietro il lancio di un token. Quello di DT Coin, disponibile sul sito ufficiale, sembra al momento non raggiungibile tramite una connessione criptata, cosa ironica per il sito istituzionale di una sedicente criptovaluta:

E’ possibile che il problema sia solo temporaneo, ma fino ad allora la navigazione potrebbe esporre a rischi.

Cos’è il Forced Market Cap?

Il Forced Market Cap, nelle intenzioni dei promotori di DT Coin, è un “exchange” ben diverso però dai più conosciuti Binance o Coinbase. La particolarità di questa “soluzione di scambio” consiste nel forzare automaticamente la capitalizzazione di mercato (conosciuta appunto come market cap) grazie all’uso di un misterioso “algoritmo matematico ciclico” che permette di aumentare così il prezzo di DT Coin.

Questa soluzione rivoluzionaria però non sembra trovare uso fuori dal circuito chiuso di DT Coin: sul sito del sedicente exchange infatti è possibile acquistare solo la “criptovaluta dei diamanti”. Superfluo aggiungere che il Forced Market Cap non condivide, a differenza di altri exchange ben più titolati e affidabili, i dati del volume delle transazioni.

DT Coin è una truffa?

Non è possibile stabilire al momento se DT Coin sia uno dei tanti scam del settore crypto o un progetto serio destinato ad un luminoso futuro, ma sono diversi gli indizi che spingono a non lasciarsi prendere dall’entusiasmo: la promessa di ritorni garantiti, il white paper poco chiaro sulla tecnologia utilizzata e l’assenza di un team di sviluppo ben definito (oltre al carismatico fondatore) sono già menzionati nella nostra guida su cosa sia un‘ICO e come riconoscere le truffe. Il metodo di distribuzione dei token e l’assoluta centralizzazione, inoltre, si distaccano ampiamente dal concetto di peer-to-peer che fonda il concetto stesso di criptovaluta come ipotizzata da Satoshi Nakamoto.

Staremo a vedere se le indagini delle autorità, che si mormora siano state informate dell’esistenza di DT Coin, riusciranno a chiarire i molti dubbi su questo progetto.

 

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