Bitcoin è sicuramente la criptovaluta più famosa al mondo, e rappresenta allo stato attuale più del 50% del mercato. Nonostante la posizione di forza, ben poco è noto del suo creatore, un misterioso programmatore identificato come Satoshi Nakamoto. Nel corso di questo articolo, andremo a scoprire le principali teorie sull’identità di Satoshi, le prove a carico di diversi “sospettati” e perché il creatore del Bitcoin avrebbe tutto l’interesse a mantenere l’anonimato.

Chi è Satoshi Nakamoto?

Satoshi Nakamoto è, per sua stessa ammissione, l’inventore di Bitcoin ed il primo a sviluppare concretamente il concetto di blockchain, nonostante l’idea fosse già stata stata abbozzata in passato da diversi esperti di crittografia. Non è mai stato chiarito se si tratti di un singolo individuo o di uno pseudonimo utilizzato da un gruppo più ampio per proteggere le proprie identità.

il primo post di satoshi nakamoto su bitcoin

Con questo primo post pubblicato su un forum di appassionati del protocollo Peer to Peer, Satoshi Nakamoto presenta il concept di Bitcoin e le ragioni che hanno portato alla sua creazione. L’entusiasmo iniziale si concretizza presto nella formazione di un team di programmatori che sviluppa ed espande il codice di Bitcoin, sempre sotto la supervisione di Satoshi Nakamoto che continua ad intervenire tramite i forum ed email per guidare il progetto.

La scomparsa di Satoshi Nakamoto

Il supporto di Satoshi allo sviluppo di Bitcoin si interrompe bruscamente a Dicembre 2010, quando cessa tutte le attività sul forum di BitcoinTalk, uno dei pilastri della comunità crypto. Il fondatore aveva infatti continuato ad intervenire con regolarità per guidare il progetto e spiegare nel dettaglio la sua visione di una valuta decentralizzata. Da allora, salvo una breve apparizione per smentire un’ipotesi sulla sua identità, il misterioso Satoshi Nakamoto non è più apparso online.

Lo sviluppo del progetto è continuato grazie agli sforzi del Bitcoin Core, il gruppo di programmatori riuniti inizialmente intorno a Nakamoto che continuano tuttora ad aggiornare e migliorare il codice di Bitcoin e della sua blockchain.

Le teorie su Satoshi Nakamoto

Con l’aumento di interesse per Bitcoin e la blockchain, in molti hanno provato a decifrare il mistero dell’identità di Satoshi Nakamoto. Sono stati attentamente analizzati gli unici reperti lasciati dal creatore di Bitcoin:

  • Il white paper – il documento dove Satoshi ha descritto per la prima volta la tecnologia di Bitcoin e la Blockchain, generando l’interesse iniziale che ha portato allo sviluppo del progetto
  • Le email con il team di sviluppatori di Bitcoin – rese pubbliche solo dopo la sua sparizione, sono le conversazioni fra Satoshi Nakamoto con altri programmatori riguardo lo sviluppo del codice di Bitcoin
  • I post sui forum di Bitcoin e crittografia – più di 550 messaggi lasciato su diversi siti dedicati a Bitcoin, criptovalute e protocollo peer to peer
  • Il codice sorgente in C++ della prima versione del client di Bitcoin – questo prototipo di Bitcoin rappresenta la messa in pratica del white paper, e dimostrava le rudimentali funzionalità della sua tecnologia
  • Il primo blocco della blockchain di Bitcoin – il blocco Genesi contiene un enigmatico e ironico messaggio tratto dalla prima pagina del quotidiano inglese The Times del 3 Gennaio 2009:“Chancellor on brink of second bailout for banks”

titolo del the times blocco genesi bitcoin

Analizzando il linguaggio utilizzato da Satoshi Nakamoto, più di qualcuno ha ipotizzato che si tratti di un madrelingua originario del Regno Unito: molte parole infatti sono scritte in inglese britannico (colour, favour, fulfil etc), e il messaggio del blocco originario di Bitcoin proviene proprio da un quotidiano largamente diffuso in Inghilterra. Un ulteriore controllo degli orari durante i quali Satoshi interveniva sui forum ha permesso di stabilire che molto probabilmente seguiva il fuso orario in uso nel continente europeo.

Il ritratto di Satoshi Nakamoto che emerge dai suoi scritti è quello di un uomo di cultura medio-alta: i vocaboli sono abbastanza ricercati, gli errori scarsi e spesso condisce i suoi messaggi con un alone di filosofia anti-sistema, pur senza prendere una parte precisa nello scenario politico. Analizzando invece il primo client di Bitcoin, ne emerge uno sviluppatore molto competente che spazia da linguaggi di programmazione a complessi protocolli di crittografia.

L’esperto in crittografia: Nick Szabo

nick szabo sospettato di essere satoshi nakamoto

L’esperto di crittografia e ingegneria informatica statunitense Nick Szabo è l’inventore degli smart contract (largamente utilizzati in Ethereum) e già nel 1998 presentò qualcosa di molto simile all’odierno Bitcoin, chiamato al tempo BitGold. Nelle intenzioni del suo inventore l’infrastruttura di BitGold sarebbe stata simile a una moderna blockchain, ma senza riuscire a superare il problema del double spending (cioè la possibilità che un malintenzionato potesse “spendere” due volte la stessa unità di BitGold). Un problema superato da Bitcoin, anche se Szabo ha sempre negato di essere Satoshi Nakamoto.

Il collaboratore fidato : Laszlo Hanyecz

collaboratore di Satoshi Laszlo Hanyecz

Collaboratore al progetto Bitcoin sin dagli albori, Laszlo Hanyecz è un rinomato esperto di crittografia rimasto celebre per aver eseguito la prima transazione in Bitcoin per un bene materiale (nel nostro caso, due pizze a domicilio). Oltre ad aver contribuito al codice di Bitcoin e delle blockchain per lungo tempo, Laszlo Hanyecz può vantare una stretta collaborazione e corrispondenza email con Satoshi Nakamoto, portando diversi ad ipotizzare che si trattasse della stessa persona. Indagini successive e le decise smentite di Laszlo hanno portato questa ipotesi ad essere accantonata. Nel corso del tempo, Laszlo ha rilasciato dichiarazioni sulla sua collaborazione con Satoshi definendolo “bizzarro” e “ossessionato dalla privacy”.

Il sospettato inconsapevole: Dorian Nakamoto

dorian nakamoto ha smentito di essere satoshi

Nel 2014, la celebre rivista americana Newsweek pubblicò lo scoop di aver finalmente identificato il creatore di Bitcoin: secondo i giornalisti il misterioso programmatore era in realtà Dorian Nakamoto, un fisico di origine giapponese e residente in California con grande esperienza nel campo delle applicazioni finanziarie e crittografia militare. Nonostante il pressing dei giornalisti e una prima ammissione poi smentita, Dorian Nakamoto ha sempre negato di essere il creatore di Bitcoin o di essere coinvolto in qualsiasi progetto legato alle criptovalute.

satoshi smentisce di essere dorian

A sorpresa e dopo cinque anni di silenzio, Satoshi Nakamoto è riapparso sul forum della P2P Foundation per smentire di essere Dorian Nakamoto prima di sparire nuovamente. Diversi membri del team originario di Bitcoin hanno però fatto notare che l’account potrebbe essere stato violato nel corso del tempo, quindi la veridicità del messaggio rimane dibattuta. Non sembrano esserci invece più dubbi sulla totale estraneità di Dorian Nakamoto da Bitcoin, che ha annunciato diverse cause contro Newsweek per i danni causati a lui e alla sua famiglia dal presunto scoop.

L’ipotesi australiana: Craig Wright

craig wright presunto inventore di bitcoin

Craig Steven Wright è un imprenditore australiano con interessi nella finanza e nelle crittografia. Nel corso del 2015, diverse testate specializzate lo hanno indicato come Satoshi Nakamoto, un’ipotesi che l’interessato non si è mai premurato di smentire. L’anno successivo Craig Wright ha ammesso pubblicamente di essere Satoshi Nakamoto, presentando anche quella che a suo parere sarebbe la chiave privata utilizzata per il primo blocco di Bitcoin: diversi esperti hanno però smentito la sua affermazione, e Craig Wright ha ritrattato poco dopo fino a sparire dalla scena pubblica.

La falsa pista di Silk Road: Ross Ulbricht

fondatore di silk road ross ulbricht

Il fondatore di Silk Road, un popolare market-place di droga e armi sul dark web fondato nel 2011, è stato per qualche tempo sospettato di essere Satoshi Nakamoto. Tutte le transazioni del sito infatti avvenivano proprio in Bitcoin, grazie alla garanzia di anonimato e allo scarso interesse delle autorità dell’epoca; questo ha indubbiamente contribuito a dare una grande spinta iniziale alla criptovaluta, perché gli utenti del sito erano obbligati a comprare Bitcoin per effettuare acquisti.

Arrestato nel 2013, Ross Ulbricht aveva accumulato milioni di dollari in criptovalute ma successive indagini hanno dimostrato la sua totale estraneità alla creazione di Bitcoin.

Perché Satoshi Nakamoto vorrebbe mantenere l’anonimato?

L’indirizzo del wallet di Satoshi Nakamoto contiene, secondo il valore odierno, diversi miliardi di dollari che non sono mai stati spostati dal momento della sua creazione. Nonostante si tratti di una cifra che farebbe gola a tutti, è oggettivo che si tratti di denaro difficile da convertire in fiat: l’indirizzo del wallet è sotto gli occhi di tutti, e qualsiasi movimento sarebbe notato immediatamente e investigato.
Da considerare anche l’aspetto legale: data l’elevata quantità di truffe e utilizzi illegali di questa criptovaluta, è possibile che il suo creatore voglia tutelarsi da possibili cause o problemi con la giustizia.

Le teorie sul destino del creatore di Bitcoin sono diverse: alcuni sostengono sia morto, e questo scenario apre importanti interrogativi sul prezzo della criptovaluta e dell’intero mercato. Gli asset di Satoshi sarebbero infatti persi per sempre, escludendo la possibilità che sia riuscito ad affidare le chiavi private delle sue ingenti riserve di Bitcoin a qualcuno. Con questi fondi congelati all’infinito, l’ammontare totale di Bitcoin infatti sarebbe ben inferiore a quanto stimato precedentemente, incrementando di conseguenza il prezzo di quelli rimasti.

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