BlockFi, il popolare servizio di crypto lending statunitense, si prepara ad espandere le operazioni anche al resto d’Europa dopo i test degli ultimi mesi in Italia e Olanda. A partire dalla prima parte del prossimo anno, ha spiegato il vice presidente dell’azienda per Europa ed Asia David Olsson, BlockFi inizierà ad accettare clienti anche dalla Svizzera e altri paesi europei.

“C’è un mercato abbastanza grande per permettere a BlockFi di espandersi ed impiegare risorse anche in Europa” ha spiegato nel corso di un’intervista al magazine The Block, citando le leggi europee “abbastanza” crypto-friendly e un impianto legislativo definito “stabile” dal rappresentante dell’azienda.

Sospesa, almeno per ora, l’apertura a clienti nel Regno Unito: nonostante la presenza di alcuni uffici a Londra, BlockFi ha dichiarato che non offrirà i suoi servizi a clienti privati ma si concentrerà sul mercato di investitori istituzionali. La ragione di questa ritrosia potrebbe essere spiegata con la nuova legislazione britannica, che da Ottobre ha bandito la vendita di prodotti finanziari basati su derivati da asset crypto. Un aspetto che non tocca direttamente il business di BlockFi, ma che rende il quadro legislativo “complesso” sempre secondo Olsson.

Uno stop ai clienti privati solo temporaneo, nelle intenzioni dell’azienda, che ha visto aumentare l’interesse di gestori di fondi e “family offices”, le divisioni bancarie dedicate alla gestione dei grandi patrimoni privati. L’interesse per gli investitori istituzionali spiega anche il recente ingresso di BlockFi nel Bitcoin Trust di Grayscale, il maggior fondo di investimenti in criptovalute al mondo che controlla ormai oltre il 3% di tutti i Bitcoin in circolazione.

Un segnale sicuramente importante per l’azienda statunitense, che ha lanciato i suoi servizi di prestiti crypto nel Marzo 2019 per poi espandersi a conti risparmio in criptovaluta, servizi di trading e una crypto card attiva per il momento solo negli Stati Uniti. Staremo a vedere se l’espansione in Europa si rivelerà un successo, sopratutto alla luce del recente fallimento del competitor Cred, attualmente in bancarotta.